martedì 29 dicembre 2009
ATTACCO A SORPRESA_libro 1°_episodio 6
Una festa abbastanza noiosa; una collega ci saluta prima di andare in pensione. Secondo me ci sta ridendo in faccia. "Mangiate i miei salatini, che di merda ne dovete ancora spalare. Io invece me ne vado, sperando di godermi per qualche anno questa paga da fame". Mangio qualche frittatina, sperando non sia mixata con la carne di qualche innocente quadrupede o pollastro. Ad un certo punto, senza preavviso, percepisco una discrepanza, che si concretizza velocemente a pochi centimetri sulla mia destra, e salto via. La discrepanza viene soppiantata da una deflagrazione stranamente silenziosa, che sbriciola letteralmente un bancone di legno massiccio. Schegge acuminate volano per tutta la stanza, minacciando l'incolumità di tutti i presenti; ma io, grazie all'ultra-percezione, sono ormai fuori pericolo. L'esplosione ha avuto luogo talmente in fretta da impedirmi di porre in salvo altri che me stesso. Qualcuno pagherà per questo. Mi guardo attorno, aspettandomi una strage tipo kamikaze, ma tutti i presenti continuano a mangiare, come se nulla fosse accaduto; è una bella notizia, ma non mi spiego come sia accaduto. Il bancone non riporta alcun segno di deflagrazione, neppure un graffio. Non si sente alcun odore riconducibile a polvere da sparo, e neppure ad un fulmine. I casi sono due: ho avuto un'allucinazione, oppure l'aggressore detiene il potere di congelare gli eventi e di azzerare la memoria. I presenti non paiono ricordare neppure il mio balzo improvviso. L'ultra-percezione mi consente di rivedere gli eventi accaduti, come una registrazione audio-video. Mi concentro, mentre faccio finta di niente, e mangio una pizzetta margherita. La risposta che mi giunge dalla retro visione è affermativa: l'esplosione ha avuto luogo, ma è stata effettivamente congelata sul nascere. Poi il moto delle schegge è stato magicamente invertito, ed il bancone si è riassemblato. Il secondo potere in gioco ha bloccato i ricordi dei presenti, cancellando alcuni secondi. Due nemici distinti! Cerco di non soffermarmi troppo a lungo in un punto della sala, per non mettere a rischio l'incolumità di soggetti specifici. Questa riflessione nel caso in cui l'aggressore si comporti come un cecchino. Nel frattempo tento di sondare i limiti del campo, ed in effetti percepisco uno sbarramento sottile, che probabilmente non blocca i corpi, ma le menti. Ecco il secondo attacco, che giunge da dietro, ma sono pronto. La mia visione ultrasensoriale mi trasmette un'immagine radar: ecco come percepisco l'attacco. Mi abbasso, ed un grosso pugno mi schiva per pochissimo. Finalmente escono allo scoperto, chiunque essi siano. Una specie di troll da duecento chili, scaglioso e puzzolente, cerca di farmi fuori, ed io ne sono contento. Che strana reazione da parte mia! Gli mollo un potentissimo calcio all'indietro, e lo becco con il tallone nel plesso solare. Solo che quello è un troll, e non so se i troll abbiano il plesso solare. Prima di appurare se il bestione abbia incassato il colpo, mi volto rapidamente e gli sparo un montante, che impatta il suo mento roccioso, posto a circa due metri dal suolo. I troll sono fortissimi, ma non particolarmente veloci. Meno male! Noto che tutti i presenti hanno visto il troll, e stanno scappando a gambe levate: il telepate ha lasciato perdere la sua tattica di dissimulazione. Trascorre un secondo dal montante, ed il troll crolla, per effetto di un mio calcio assassino all'interno del ginocchio. Mentre cade, scarica al suolo due colossali pugni, che schivo di misura. L'ultra-percezione mi suggerisce i movimenti più fluidi, specie a distanza ravvicinata, e nei confronti di un bestione puzzolente ma non fulmineo. Il fragore dell'impatto al suolo deve ancora dissiparsi, ed io lo colgo con un uraken alla tempia. L'uraken è un colpo dall'interno verso l'esterno, che si concretizza nella massima penetrazione delle nocche dell'indice e del medio. Un male boia pervade il troll: era ora! Lo salto da fermo e, prima di toccare terra, gli sparo un altro calcio all'indietro. Questa volta lo prendo in piena nuca, e sento che finalmente quella testaccia di cazzo gli gira. Sono distratto, quindi la scarica di forza che entra dalla finestra mi prende in pieno. Il mio campo di forza dissipa gran parte dell'energia dirompente, ma qual che rimane mi porta oltre una porta chiusa. Meno male che non sono finito contro un muro. La serratura ed i cardini della porta cedono, ed io volo all'esterno. Mi fermo contro un'auto in sosta nel cortile: un lavoro per il carrozziere. Il mio esoscheletro mi ha protetto da quasi tutto quel volare e sfondare. Ora però qualcuno mi ripagherà con gli interessi per i lividi e per il disturbo arrecato. Il mio computer ha finalmente tracciato quello stronzone che ha sparato la scarica energetica. Il vero nemico è lui, giacché il troll si è alzato e se ne sta andando. Il bestione non era veramente incazzato con me, altrimenti sarei stato costretto a martellarlo per almeno mezza giornata. Il vero stronzo ha in mano un'avveniristica pistola a raggi, e si prepara a spararmi ancora. Meglio evitare. L'esoscheletro mi consente l'impiego di retromissili pocket, molto utili per brevi balzi. Grazie all'ultra-percezione, anticipo di pochissimo lo sparo, e gli piombo addosso. Il secondo avversario è decisamente più leggerino del troll, e lo stendo solo coll'impatto. Si direbbe un dottorino magro, cogli occhiali, con indosso un corpetto metallico, provvisto di lucette, prese d'aria ed antenne assortite. Per non perdere altro tempo, e prima che arrivino i suoi rinforzi, gli strappo letteralmente di dosso gran parte di quei circuiti, e gli spengo gran parte delle lucette. Lo scemotto è già mezzo stordito, ed è con vivo piacere che, con un pugno in piena fronte, lo addormento per qualche ora. La mia identità segreta è fottuta, grazie a quel duo di rompipalle. Come farò a giustificare con i miei colleghi l'esoscheletro, ormai quasi completamente visibile? Peccato che non possegga l'abilità di quel maledetto telepate, che poco fa ha imbambolato una quarantina di persone in un colpo solo. Non mi resta che uscire dalla sala, facendo finta di essere svenuto durante il fuggi fuggi. Peter Parker lo fa sempre, e tutti fingono di credergli.
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