martedì 29 dicembre 2009

ARALDO_libro 1°_episodio 3

Da quando sono un araldo della morte ho inevitabilmente perso il senso del tempo. Del resto la morte è atemporale: giunge per inadeguatezza ambientale, e ci sarà finché esisterà la vita. Noi araldi della morte facciamo pulizia, visto che a nessuno piacciono i vecchi, i malati ed i deboli in genere. Un tempo fui anch'io un essere vivente, ora sono una manifestazione della morte. Sono meno di un dio, ma in un certo senso sono di più. Divinità o presunte tali temono la morte, come i mortali propriamente detti. Il punto è che tutti i viventi sono mortali, in quanto soggetti al potere della morte, ma soccombendo purificano la vita. La morte è parte della vita, non la sua antitesi. Solo i più stupidi tra gli umani corteggiano la morte, credendo che sia un'alternativa alla vita. Stupidi bipedi! Noi araldi della morte ricicliamo le anime ed i materiali, per tenere pulito l'ambiente. Mi capitò di incontrare uno di questi deficienti; uno che pensava di uccidersi, per privare l'Universo della sua presenza, per indurlo a soffrire. Come se l'Universo tenesse il conto delle formiche. Il poverino era il solito fallito; altrimenti non avrebbe pensato di ammazzarsi. Non ci è mai capitato un suicida, che fosse ricco, famoso e di successo. Sempre gente sconfitta dagli eventi, ed incapace di comprendere il proprio ruolo nell'ordine delle cose. Potrà sorprendere, ma, da quando sono araldo della morte, mi sono reso conto che ogni cosa trova posto nell'ordine cosmico. Ovviamente un bambolotto pieno di sé non ci arriva, perché ha un cervellino troppo leggero. Allontanare la vita dai corpi non è compito degli araldi della morte. Noi facilitiamo le dipartite, ma solo per quel che concerne i morti in battaglia. Nelle leggende nordiche c'era qualcosa di vero: le valchirie erano anch'esse araldi della morte. Odino era un dio della battaglia e della morte gloriosa. I norreni non apprezzavano quelli che si trascinano nella malattia, e marciscono nel proprio letto. Noi araldi della morte trasportiamo altrove le anime, e le purghiamo del fango della terra. Di solito nel nostro lavoro siamo distaccati e professionali, ma questo cretino era veramente insopportabile. Stava per buttarsi dal tetto di un palazzo: ci teneva a dar spettacolo ed a schizzare macchine e passanti con il poco cervello che gli rimaneva. Gridava da mezz'ora, quando comparvi accanto a lui. Il popolo sottostante non poteva vedermi, lui sì. Gli ricordai la preziosità del dono che voleva sprecare, ma lo scemo si convinse di avere smosso il Cielo stesso. Si illudeva che fossi un angelo di Dio, mandato per fargli cambiare idea. Irritato a dir poco, lo sollevai di peso e frugai in quella sua stupida anima. Non gli avrei salvato la vita neppure se fosse stato l'ultimo della sua specie. Meglio estinguerla una razza così ottusa. Il maiale vide la morte nei miei occhi, ed anche oltre. Se la fece letteralmente addosso, ma ormai il dado era tratto: avrebbe pagato il prezzo della mia venuta. Quel cane non sarebbe mai morto in battaglia, ma neppure lì. Lo lasciai esausto e farneticante: non si scherza con la morte ed i suoi araldi. La notte seguente lo andai a trovare nell'ospedale dove lo avevano ricoverato. Mi vide e provò un po' di sano terrore cosmico. Lo lasciai gridare, mentre strappavo la sua anima dal corpo. Svegliò l'intero reparto, prima di dipartire. Mollai la sua inutile anima a metà strada tra questo mondo e l'altro. Non mi sono mai piaciuti i perdenti. Poi mi venne un'idea creativa: avrei recuperato il suo corpo e la sua energia. Non fu difficile trovare una persona meritevole tra i malati terminali. Un giovane, ammalato da sempre, si stava spegnendo, ma lottava ancora. un vero guerriero. Esattamente il mio target. Quella notte, alla stessa ora, morirono in due, ma un corpo si rianimò miracolosamente, perché il suo nuovo proprietario si era meritato una seconda occasione. Apprezzai quando lo vidi camminare e correre, grazie ad un corpo che si sarebbe dovuto schiantare sull'asfalto. Chi ha detto che fare l'araldo della morte sia deprimente?

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