venerdì 4 giugno 2010

LA CURIOSITÀ DELL’EROE SALTELLANTE_libro 1°_episodio 30

Luogo: la mia tana stregonesca. Tempo: una notte solo apparentemente normale. I presenti: i miei amici super-eroi, vestiti come al solito in maniera variopinta. Li avevo invitati per una delle nostre rimpatriate, nel corso delle quali ci raccontiamo ad esempio di quella volta che salvammo il mondo dall'aggressione dei robot assassini. La mia dimora stregonesca è l'unica abitazione in grado di contenere l'esuberanza del famoso uomo-mostro. Non è cattivo, naturalmente, ma non sopporta i muri; figuriamoci i mobili. La mia dimora stregonesca ha interiorizzato una forma data dai miei incantesimi, e si riassembla quasi istantaneamente. I miei amici super-eroi sono persone di discreto appetito, e lo dimostrarono durante la cena, cucinata e servita dai miei goblin verdi. Ovviamente l'androide preferì ricaricarsi le batterie direttamente dalla presa elettrica. Dopo cena, ci spostammo nel salone delle armi, per discutere dei destini dell'universo, e dei super-cattivi continuamente in agguato. L'uomo-mostro mangiò per quattro, e spazzò via anche i rimasugli alimentari lasciati dagli altri. L'uomo-mostro metabolizza di tutto, dimostrando una grande coscienza ecologica. Il lanciatore dello scudo sosteneva che il suo classico nemico fosse più pericoloso del monarca corazzato. Gli fu risposto, non mi ricordo da chi, che il monarca corazzato aveva già preso a calci nel culo facciaditeschio. Anzi, facciaditeschio non ha super-poteri, ma si serve di sicari, quindi non è un vero super-criminale. Semmai è un super-stronzo; e lì tutti a ridere! Quasi tutti, a dire il vero, perché questa battuta l'uomo- mostro non l'aveva capita. Subito dopo diede sfogo alla sua esuberanza, distruggendo con un solo pugno il pesante tavolo in legno di quercia. Tutti noi ci levammo sollecitamente di torno, per evitare le schegge, ed il tavolo tornò integro nel giro di cinque secondi. Insomma, una rimpatriata da caserma, anche perché non c'erano donne. I miei amici super-eroi avevano nel loro gruppo due o tre super-donne, ma si dovevano ancora riprendere dall'ultima super-battaglia, e se ne stavano fasciate o in trazione da qualche parte. A questo punto, dovremmo chiederci come mai non fosse ancora successo qualcosa che giustificasse la presenza in uno spazio ridotto di tutti quei muscoli e di tutta quella tecnologia. Il Destino ci va a nozze con le nostre rimpatriate, e non intendo il monarca corazzato. Stavo giusto pensandoci, quando mi resi conto che mancava il super-eroe saltellante ed arrampicante. Quel bambolotto è dotato di più potere di quanto lui stesso immagini, ma è rimasto quell’adolescente suonato che era quando acquisì i super-poteri. Subito proiettai la mia attenzione nelle numerose sale che costituivano la mia dimora stregonesca. Trovai quasi subito il saltellante alle prese con un libro proibito, che avevo lasciato aperto su un leggìo. Si potrebbe dire che i guai me li vada a cercare, specie quando mi prendo in casa certe teste di cocomero. Non posso negare la mia responsabilità nell’aver lasciato aperto un libro proibito. Inoltre tutti conoscono la sciocca curiosità dell’arrampicante, che in passato ci inguaiò in analoghe vicende. I super-eroi si erano frattanto accorti del mio stato di trance, ed erano partiti alla ricerca della fonte del disguido. Chiamarlo disguido è riduttivo, giacché il variopinto saltellante aveva appena pronunciato la formula magica per liberare i cinque antichi rettili di Lemuria. In meno di un secondo tornai ai mio corpo, ed inviai un messaggio mentale ai super-eroi: “troviamoci nella biblioteca dell’ala est”. Grazie al fiuto, alla tecnologia ed ai super-sensi, loro giunsero tempestivamente in loco, e subito il lanciatore dello scudo, famoso per i suoi riflessi esagerati, ci deliziò con uno dei suoi numeri. Lo scudo volò verso l’uomo-mostro, che lo notò appena; lo scudo lo colpì e rimbalzò. L’uomo-mostro non ci fece quasi caso. Quel metallo meteorico ha una enorme capacità di restituire l’energia, per cui piombò a velocità quasi inalterata sulla testa del super-eroe saltellante ed arrampicante. Lui ormai aveva finito di pronunciare la formula in lemuriano antico, ma lo scudo lo stese ugualmente. Però la frittata era ormai fatta, e dalle pagine del libro scaturirono cinque distinte colonne di fumo. Più tardi scoprimmo che lo scudo sulla testa del saltellante aveva in effetti diminuito la potenzialità delle manifestazioni. Non potendo trarre altro potere dal loro sciocco evocatore, steso dal lanciatore dello scudo, i cinque rettili di Lemuria si accontentarono di comparire in forme fisiche alte non più di due metri. Meno male che non avevano tratto energia dall’uomo-mostro: avremmo avuto grosse difficoltà a riempirli di bastonate. L’uomo-mostro doveva urgentemente prendersela con qualcuno, e così fece, prendendo a sberloni i primi due antichi rettili. Non si aspettavano una tale accoglienza, e morsero la polvere, nel vero senso del termine. Gli altri tre attaccarono briga con il lanciatore dello scudo, con l’androide e con il fiutatore dei boschi. Il lanciatore dello scudo è abituato a confrontarsi con nemici molto più forti fisicamente. Compensa con una tecnica di combattimento senza pari, efficace a dir poco, che non lascia spazio a fronzoli tipo film di Matrix. Schivati facilmente gli artigli letali, il lanciatore dello scudo colpì con tutti il peso del corpo. Si proiettò in avanti, e tolse il fiato all’antico rettile antropomorfo, che non conosceva il wrestling; poi lo stese del tutto con una botta di scudo in piena fronte. Tempo complessivo: ventinove secondi. L’androide ed il fiutatore dei boschi ci misero un po’ di più, ma i loro nemici rettili si resero conto di avere sbagliato il momento ed il luogo. Io gettai un incantesimo di rallentamento sui due di Lemuria, mentre il fiutatore dei boschi stranamente non estrasse gli artigli, ma si limitò a schienare l’avversario perplesso. Nel frattempo, l’androide aveva sparato una scarica ultrasonica, direttamente nell’antico cranio rettiliforme. Costui provò quello stato di dissociazione estrema, fin troppo noto agli sfortunati avversari del potente androide. Le forme instabili dei rettili di Lemuria collassarono dopo la sconfitta, e tornarono fumo. Lasciammo dormire il super-eroe saltellante ed arrampicante, e tornammo come se nulla fosse successo alle nostre chiacchiere notturne. Per quella notte finì così, ed al mattino i miei amici super-eroi mi salutarono e tornarono a casa, contenti di quella divertente rimpatriata. Il saltellante aveva ancora mal di testa, e non aveva capito bene cosa fosse successo. Glielo spiegò, con calma ed a modo suo, il simpatico ed eloquente uomo-mostro.

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