martedì 1 giugno 2010

IL MAGO E LA BESTIA IN FORMA D’UOMO_libro 1°_episodio 26

Sono un mago dotato di poteri incomprensibili al resto dell’umanità. Vigilo affinché le forze del male non irrompano nella nostra dimensione, e vi scorrazzino liberamente. Sono immerso in uno stato di astrazione, prodotto da incensi formule magiche, che mi consente di vedere meglio oltre le barriere fisiche. Il mio sguardo si sposta oltre le strade ed i palazzi; questa notte però non mi lascerò fermare dalle solite liti tra ubriachi, e neppure dagli scippi e dalle rapine. Ci pensino i numerosi vigilanti mascherati, che saltano dai palazzi, appesi a corde e ragnatele. Questa notte vagherò oltre questo livello di marmaglia criminale, per scoprire attentati più seri alla purezza ed alla moralità. Questa razza umana si crogiola nell’adorazione del denaro, convincendosi che nulla valga di più. Eppure pochi recherebbero violenza a mamme e bambini; ma qualcuno lo fa. Non mi interessano i motivi che li spingono: devono essere soppressi. Veleggio nel mio corpo astrale per un tempo senza tempo, superando spazi enormi in un battito di ciglia. Rimarrò comunque nella zona del pianeta che sta vivendo la notte, perché è di notte che i crimini più efferati vengono commessi. La notte dovrebbe ispirare riposo e sogno, e questo è vero per i più: quelli che durante il giorno lavorano per vivere. Altri invece escono quando le tenebre sono più profonde, per sfruttare al meglio il sonno altrui. Improvvisamente percepisco un richiamo onirico, da parte di uno studioso di criminologia. Questo agente di polizia dorme, e sogna di un caso che non riesce a risolvere. Penetro nel suo sogno, e lo seguo mentre percorre i corridoi di un sotterraneo freddo ed umido. Mi nascondo nei muri stessi, per non sconvolgerlo con la mia presenza dirompente: a volte faccio questo effetto sugli umani. L’agente giunge davanti ad una posta sbarrata, e cerca di aprirla; si sforza e suda per sfondarla. All’interno della stanza, appese alle pareti, vi sono diverse fotografie di vittime di un assassino seriale. La sofferenza del criminologo è enorme, ed il suo cuore accentua le proprie pulsazioni. Prova un senso di colpa per non averlo ancora catturato, e per non avergli sparato quando ne ebbe l’occasione. Non avrebbe dovuto perdere tempo ad intimargli l’alt, ed a leggergli i suoi diritti costituzionali. D’un tratto si ode un grido agghiacciante, ed un individuo coperto di sangue irrompe nella stanza, armato di coltello. L’agente riesce ad evitare la lama, ma l’aggressore è forte quanto lui, ed in più è sicuramente un pazzo furioso. Ora che la situazione si sta delineando, intervengo nel sogno e congelo la scena; il sognatore non può più muoversi, ma lotta per spezzare i miei vincoli magici. Sottopongo il simulacro del delinquente ad una scansione completa, assorbendo tutte le informazioni in esso contenute; raccolgo immagini raccapriccianti di donne e bambini sgozzati e fatti a pezzi. Il mio intervento deve essere necessariamente veloce, per non danneggiare il sognatore. Così come sono arrivato mi allontano, e l’agente di polizia di sveglia di soprassalto per il trauma subito. Mi rendo conto di possedere informazioni tratte sia dal conscio che dall’inconscio del soggetto; le seconde saranno molto più utili. Sento che presto anche lui riuscirà a rimettere assieme i pezzi del puzzle, ma io agirò prima, o meglio qualcuno lo farà per me. Nel corso di precedenti battaglie tra super-eroi e super-criminali, ho avuto modo di apprezzare il modus operandi di un mutante, che è una vera bestia in forma d’uomo. Ogni volta che la crisi arriva alla fase culminante, questo mutante si trovava nel punto focale degli eventi, come se fosse destinato a risolvere nel sangue la questione. Altri eroi con poteri eclatanti cadono prima dello scontro finale, così quella bestia in forma d’uomo rappresenta sovente l’ancora di salvezza per l’intero genere umano. Non è sconcertante che un mutante sanguinario sia quello che consente a tutti i benpensanti di continuare con i loro sproloqui? Dove trovo il mio feroce amichetto? Con il corpo astrale alto sulla città, mi concentro fino ad individuare, tra i molti, il sogno giusto. Eccolo che insegue nella boscaglia un cervo di grosse dimensioni. Il bestione non si avvede della vicinanza del mutante, ed io mi stupisco della nitidezza del sogno. Questa narrazione onirica deve sicuramente ricalcare fatti accaduti realmente, numerose volte. In effetti non è nota la vera età del soggetto; potrebbe essere vecchio di secoli, eppure sempre scattante grazie al suo quasi soprannaturale potere di rigenerazione. Wolverine, questo è il nome del mutante, si avvicina cautamente al cervo, fino a toccarlo, quindi si limita ad accarezzarlo. Non gli strappa le budella con i suoi artigli, ma si limita ad accarezzarlo: stupefacente. Mi dispiace spaventare il cervo, ma devo farmi vedere dal mutante. Appaio davanti a lui, mentre il cervo scappa: un sogno veramente preciso nei minimi particolari. Wolverine non si spaventa, ed anzi mi dice che aveva già avvertito la mia presenza, fiutandomi. Ha fiutato il mio corpo astrale, in sogno! Gli spiego brevemente di cosa ho bisogno, e vedo finalmente comparire un bagliore assassino nei suoi occhi. Mi dispiace, dopo avere assistito al suo approccio con il cervo, di aver bisogno delle sue doti di assassino, ma sono quelle che lo rendono utile alla nostra causa. Estraggo il suo corpo astrale ed assieme voliamo verso un’altra città; sono attratto come un faro dalle indicazioni che ho tratto dall’inconscio del poliziotto, e le metterò a frutto. In un batter di ciglia troviamo una casa isolata, poco prima che si compia l’ennesimo misfatto. Il criminale seriale è quello visto in sogno, ed ha già imbavagliato padre, madre e due bambini. A breve affonderà la lama nelle tenere carni delle sue vittime; poi simulerà un omicidio-suicidio, per depistare le indagini. Wolverine vorrebbe intervenire, strappando le pareti di legno della casa, per piombare sul criminale come una furia assassina senza pari. Gli estirperebbe uno ad uno tutti gli organi, mantenendolo in vita fino alla fine del trattamento. Prima di morire tra atroci dolori, il criminale verserebbe gran parte del suo sangue, e vedrebbe di persona parti di sé che avrebbe volentieri evitato di vedere. Il problema è che siamo qui in astrale; ma io sono un mago, e la soluzione è a portata delle mie vaste capacità. Devo procurare un corpo a Wolverine, ma gli umani sono immobilizzati. Finché la risposta al quesito mi si presenta in tutta la sua chiarezza: Wolverine ti presento Dog. Il mutante mi guarda in modo strano, ma solo per un istante; poi si tuffa letteralmente nel cane di casa, prendendo possesso del suo corpo. Dog è stato sua volta accoltellato, ma l’energia del mutante, seppur in astrale, interrompe la fuoriuscita del sangue. Poi il cane di casa digrigna i denti, ed i suoi occhi paiono lanciare lampi mortiferi. I suoi denti paiono farsi più lunghi ed acuminati, ed i peli gli si rizzano sulla schiena: sembra una jena. Sebbene spaventate a morte, le vittime del criminale seriale rimangono sorprese da quella manifestazione di furia da parte di un cagnetto pressoché innocuo. Lo è stato finora, ma la possessione lo ha reso una forza della natura, che senza perdere altro tempo balza alla gola del criminale. Con il primo morso gli strappa un discreto brano di carne, facendolo sanguinare come un maiale sgozzato. Ma il pazzo reagisce, e riesce a colpire il cane, che si schianta contro la parete; in fondo la povera bestia pesa solo una decina di chili. Wolverine è sempre più incazzato, ed il cane con lui; il cane, nonostante le botte e la coltellata, pensa di non essersi mai sentito meglio. Con un balzo, il cane posseduto affonda le su zanne nel ginocchio destro del teppista, che crolla al suolo. A questo punto, la tecnica di Wolverine accoppiata agli atavismi lupeschi del cane si combinano, in un’operazione di distruzione sistematica di carne, ossa, orecchie, dita, occhi, naso e tutto quel che giunge a tiro. Sangue e brandelli prevalentemente piccoli volano sul soffitto, sul lampadario e sulla carta da parati. Il criminale, soffrendo da mille ferite, si rende conto di essere quasi morto, ma si sbaglia: lo è del tutto, infatti il cuore, sebbene ancora protetto dalla gabbia toracica, cessa di battere per assenza di sangue in circolo. Il colossale tumulto ha richiamato l’attenzione dei vicini, che quasi svengono alla vista di quella macelleria. Dog si sta ancora leccando il muso, affinché il sangue di quel maiale non vi si rapprenda. Quando la famiglia viene liberata, Dog viene portato in trionfo, ma con grande attenzione; non capiranno mai come abbia potuto fare tutto quel casino da solo. Ma non era solo. Il mago e la bestia fatta uomo si allontanano in astrale come sono venuti, felici di avere trascorso assieme una così bella serata.

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