La gigantesca astronave aliena comparve nei pressi di Plutone, uscendo dal sub spazio. La nave spaziale Cuore di Stella viaggiava ad un ventiquattresimo della velocità della luce, ed era diretta verso la Terra. Avrebbe intersecato l'orbita del terzo pianeta entro sei giorni. Nel sub spazio aveva superato velocità multiple di quella della luce; ora, al confronto, sembrava una lumaca. La cosa strana era che attraversasse il sistema stellare di Sol, dove notoriamente non sono presenti razze civilizzate. Qualcuno avrebbe potuto eccepire che viaggiare tra i pianeti ad un miliardo di chilometri al giorno fosse eccessivo. Ma da quelle parti non c'erano vigili addetti al traffico interplanetario, e forse il capitano della nave Cuore di Stella aveva fretta. O forse doveva fare una commissione dalle parti di Giove o di Saturno. Questo non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che Cuore di Stella rientrò nello spazio normale troppo vicino a Caronte, e Caronte ne risentì alquanto. Non sappiamo se il satellite di Plutone fosse abitato. Un po' di tempo fa, due o tre millenni, c'erano dei cristalli senzienti, che trovavano gradevole la temperatura prossima allo zero assoluto. Caronte venne sbalzato fuori dal sistema solare, ed ora veleggia verso Alfa Centauri; non abbiamo notizie dei cristalli senzienti. Tra duecentomila anni potrebbe entrare a far parte di quel sistema solare. Non che Cuore di Stella fosse entrata in collisione con Caronte. Il fatto è che la nave stellare era caratterizzata da una massa superiore a quella del satellite, e fu sufficiente passargli accanto di due o tre milioni di chilometri, per allontanarlo dal suo pianeta e dal sistema stellare di Sol. Per motivi imperscrutabili, la gigantesca (a dir poco) nave stellare puntò dritta verso la Terra. Una brutta notizia per quel simpatico pianeta, coperto per i tre quarti d'acqua. Cuore di Stella non intendeva di certo posarsi sulla Terra. Avrebbe ridotto in macerie qualsiasi continente, anche l'Asia. Per effetto della sua spaventosa energia, la macchina aliena incendiava il pulviscolo cosmico stesso. Vista dalla Terra, appena i terrestri ebbero modo di vederla, sembrava una meteora in fiamme, o meglio un piccolo sole. Il comandante di Cuore di Stella non intendeva collidere con pianeti o satelliti. Passava da quelle parti per motivi suoi, e non per nuocere alle specie inferiori. Sfortunatamente non si può condurre una tale macchina in un sistema stellare, alla velocità di un miliardo di chilometri al giorno, senza porre in agitazione i mondi stessi. Cuore di Stella evitò accuratamente i giganti Saturno e specialmente Giove. Così facendo, tutte le lune di quei due pianeti rimasero al loro posto, più o meno. Gli asteroidi tra Giove e Marte viceversa furono sballottati e trasformati in pericolosissime meteore, che colpirono Marte, Giove e tutte le lune nei paraggi. Quando Cuore di Stella attraversò la fascia degli asteroidi, aveva precedentemente recato un grosso danno agli anelli di Saturno. La gravità di Saturno impiegherà secoli a ripristinarli. Nei sei giorni, che trascorsero dalla materializzazione di Cuore di Stella nei pressi di Plutone, al suo contatto ravvicinato con la Terra, i terrestri fecero di tutto, ma non tutto quel che fecero è spiegabile con la logica. Stati Uniti e Russia avevano segretamente allestito un progetto contro le invasioni extraterrestri. Purtroppo un oggetto che viaggi ad un ventiquattresimo della velocità della luce era oltre le possibilità tecnologiche delle due sedicenti super-potenze. Non avrebbero avuto la capacità di intercettare la nave aliena a distanza di sicurezza dalla Terra, per il semplice fatto che Cuore di Stella viaggiava mille volte più veloce della più veloce navicella spaziale terrestre. Inoltre cosa avrebbero potuto usare per cercare di distruggerla? Un missile dei terrestri partì in effetti per una missione impossibile, ma il combustibile scarso e poco efficiente lo condusse solo nei pressi dell'orbita lunare. Quando Cuore di Stella giunse nei pressi della Luna, l'equipaggio del missile terrestre assistette impotente al suo incedere inarrestabile. Prima di quel momento, i terrestri erano decisamente impazziti. Nessuna forza di polizia riuscì ad evitare saccheggi, violenze di massa, ed altre manifestazioni di lesionismo verso gli altri e se stessi. Gli umani si accoppiarono selvaggiamente, come se avesse un senso trasmettere i nostri caratteri genetici ad un altro essere che farà la nostra stessa brutta fine. Cercavano di morire felici, ma non sempre funzionò. Pensavano che tanto si sarebbero estinti, e non sbagliarono di molto. Il comandante di Cuore di Stella era decisamente di fretta; altrimenti non avrebbe fatto fuori passando metà degli anelli di Saturno. Si avvide di trovarsi in rotta di collisione con quel mondo più blu che verde, che era la Terra, ma non ci fece caso fino a quando si trovò ad un secondo luce dalla Terra. Trecentomila chilometri sono tanti per un missile a combustione, ma sono pochissima cosa per una nave interstellare, anche quando viaggia a velocità contenuta. I terrestri ci misero tre giorni ad impazzire del tutto, perché si accorsero di Cuore di Stella solo quando ormai si trovava a tre miliardi di chilometri di distanza. Pensarono ad un sole impazzito, ma chi ha mai visto un sole che corra incontro ad un pianeta? Semmai può accadere che un pianeta precipiti verso la sua stella. In quel caso è la stella che rivendica la proprietà sul "suo" pianeta. Astrofisica o metafisica a parte, i terrestri in quei tre giorni ne fecero di cotte e di crude, dimostrandosi il peggior flagello planetario, o confermandosi come tali. Tutti gli animali del pianeta presero le distanze dagli umani, e cercarono qualche buco ove nascondersi. Quando Cuore di Stella giunse nei pressi dell'orbita lunare, la Luna non c'era: meglio per lei. L'emissione energetica del colosso dello spazio collassò di colpo tutti gli aggeggi elettromagnetici degli umani. Come se non bastasse, spostò l'asse di rotazione del simpatico pianeta blu, ed anche il polo nord magnetico se ne andò per conto suo. Nulla che non si possa riparare nei millenni. Prima che Cuore di Stella facesse visita alla Terra, il clima, già pazzo di suo, sfuggì ad ogni tentativo di definizione. Pioveva, nevicava, grandinava contemporaneamente ed ovunque. Poi giunsero tifoni, tornado, cicloni, terremoti, eruzioni e tsunami. La spinta gravitazione della colossale nave spaziale aveva indotto il pianeta a reagire come se avesse subito una pressione fisica di misura incalcolabile. Le masse continentali iniziarono a muoversi in maniera disastrosa, ma non fecero in tempo a mutare la faccia del pianeta, perché, in sei giorni dalla sua materializzazione nello spazio normale, Cuore di Stella era giunta praticamente a contatto con la Terra. A ventiquattro secondi dallo scontro cosmico, il tempo parve congelarsi, e gli esseri viventi ancora vivi di quell'emisfero volsero lo sguardo verso l'alto. Una luna più luminosa del sole illuminò ogni cosa, ad un secondo dalla distruzione totale. Poi il capitano di Cuore di Stella prese il comando della nave, e Cuore di Stella si tuffò nell'iperspazio, e scomparve dal cielo terrestre. Sulla scia della super astronave, giunsero però i venti cosmici ad altissima velocità ed energia, che azzerarono quasi completamente l'atmosfera di quell'emisfero. Dall'altra parte della Terra, accorsero venti di forza incommensurabile, che trasportarono montagne d'aria, e non solo, a tappare il colossale buco. Difficile calcolare le vittime umane; più facile contare i vivi. Nessun edificio più alto di due piani sopravvisse su tutto il pianeta. Gli oceani ressero bene ed anche qualche mare o lago di grosse dimensioni. Sopravvissero specialmente gli animali più piccoli: i topi, i serpenti, i ragni, i vermi e gli insetti striscianti. Il comandante di Cuore di Stella non intendeva disastrare quel piccolo pianeta, ma era soddisfatto di avere evitato una collisione che poteva danneggiare la sua nave. Per evitare altri guai con il pilota automatico, tornò nello spazio normale due virgola cinque miliardi di chilometri dalla Terra. Quindi era presumibilmente ancora intento nella sua ricerca entro il sistema di Sol. Non ci è dato sapere se poi sia riuscito nel suo intento. Gli astronauti della missione congiunta Russia-Stati Uniti si trovavano estremamente vicino a Cuore di Stella quando l'astronave, ad un secondo dalla distruzione estrema, entrò nell'iperspazio. La navicella terrestre pareva una pulce su un cane, ma era una pulce veramente piccola, su un cane enorme. Cuore di Stella coinvolse la navicella terrestre nel suo tuffo iperspaziale. I terrestri sarebbero morti in mille modi, se la nave non li avesse protetti con il suo quasi invincibile campo di forze. Dopo un tempo brevissimo oppure eterno, Cuore di Stella rientrò nello spazio convenzionale, due virgola cinque miliardi di chilometri di distanza. A questo punto, sganciò i terrestri nei pressi di Urano. Poi Cuore di Stella si allontanò. I terrestri scoprirono che la loro navicella disponeva di un residuo di combustibile; non avendo di meglio da fare, si avviarono alla volta della luna Oberon...
mercoledì 19 maggio 2010
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