Un Divoratore di Mondi si muove attraverso l'Universo, senza fretta. Del resto, dove potrebbero fuggire le sue vittime? Potrebbe muoversi seguendo una linea retta, o una linea curva, ma lo Spazio è molto più complicato di qualsiasi pianeta. Ha pertanto deciso di servirsi di un araldo, che scelga per lui quali pianeti annichilire, ed in quale sequenza. Per un Divoratore di Mondi, siamo tutti cibo, indipendentemente dalla nostra parvenza fisica e dalla nostra conoscenza, vera o presunta. Civiltà antichissime raggiungono livelli di tecnologia incomprensibili alla maggior parte degli esseri viventi, ma un Divoratore di Mondi è il predatore solitario, che detiene la forza assoluta, e nessuno può fermarlo. Tutti quelli che ne hanno sentito parlare, fortunati a trovarsi fuori dal suo campo d'azione, hanno cercato di immaginare il suo volto. Questo volerlo rendere umano, o anche solo concreto, nasce dalla necessità di considerarlo sì immensamente forte, ma non assolutamente invincibile. In realtà un Divoratore di Mondi non ha un volto, perché non ha un corpo, secondo l'accezione che noi attribuiamo al termine “corpo”. Lui, o Esso, non mangia muovendo le mascelle e stritolando la materia fisica tra i denti. Si nutre di quell'energia che pervade le cose viventi, ma non solo quelle. Dopo il suo passaggio, la vita non risorge più spontaneamente, e si rende necessario un apporto esterno per rivitalizzare quel globo devastato. Un Divoratore di Mondi utilizza le sue macchine per estrarre l'energia dai pianeti, ma certamente potrebbe farlo in altri modi. A che velocità si muove un Divoratore di Mondi? Dato il suo potere incommensurabile, potrebbe varcare distanze pressoché infinite in un batter d'occhio, ma pare aver deciso di procedere alla velocità giusta per giungere nei pressi di un nuovo mondo, quando avrà fame la prossima volta. Come un felino che adocchi e segua una gazzella dopo l'altra, senza cercare di spopolare in una sola giornata tutta l'immensa pianura che costituisce il suo territorio. Se hai a disposizione l'eternità, ti muovi necessariamente con calma. Lui oltre tutto è inarrestabile, come e più di un disastro cosmico, essendo senziente. Eppure il suo pensiero sarebbe incomprensibile agli Dei stessi; parrebbe elementare, ma una mente che esiste dall'inizio dell'Universo non può essere compresa da alcun mortale, e neppure dagli immortali legati alla materia. Forse non è corretto affermare che un Distruttore di Mondi viva, nel senso che noi attribuiamo a quel verbo. Mangia, ma nessuno mangia come lui, per fortuna. Per il resto, è assolutamente alieno; i suoi pensieri sono contemporaneamente semplicità e complessità assoluta. Sospettiamo infatti che non provi da tempo immemorabile alcuna emozione, o forse ci sbagliamo grossolanamente. Quando pensiamo a Lui come ad uno spietato assassino, non ci rendiamo conto che è per noi quello che noi siamo per gli animali che divoriamo. Un Distruttore di Mondi dispone dell'estrema giustificazione: è al vertice della catena alimentare cosmica: un concetto che azzera la presunzione delle razze che si credono padrone del Mondo. Cosa intenderanno per Mondo? Presumibilmente il loro piccolo planetoide periferico. Se Lui decidesse di passare da queste parti, dovremmo sperare che ci trovi troppo piccoli ed insignificanti. Come reagiremmo noi di fronte ad un mirtillo, che si trovasse su un cespuglio troppo discosto dal nostro sentiero. Se il suo araldo passasse da queste parti, e gli piacesse a Terra? Allora i nostri giorni sarebbero contati, e tutta la vita planetaria, che risale a miliardi di anni, si spegnerebbe senza poter opporre alcuna resistenza. Nessun Dio ci aiuterebbe, perché gli Dei sarebbero occupati a rifugiarsi sui loro piani d'esistenza d'origine, per sfuggire ad una catastrofe superiore ad ogni Apocalisse, Armageddon o Ragnarok. Se l'Estremo Distruttore venisse chiamato sulla Terra, percepiremmo una tenebra colossale in rapido avvicinamento, un senso di ineluttabilità totale, poi parteciperemmo nostro malgrado al corale e planetario grido di morte. Per Lui siamo come gli insetti ed i funghi; non li mangia, ma li prosciuga. Il solo punto debole del Distruttore di Mondi è il suo araldo, giacché si tratta di una forma di vita, cosa che il Distruttore non è. Una forma di vita potrebbe intenerirsi, prima o poi, di fronte a disastri di quelle proporzioni, e cercare di mediare nei confronti del suo padrone. Il Distruttore estremo ha dotato il suo araldo di poteri incommensurabili, che lo rendono quasi inarrivabile ai mortali ed in parte anche alle divinità meno eccelse. L'unica speranza per un pianeta come la Terra risiederebbe nella percezione della qualità della ecovite, da parte del suo araldo. Lui si aggira da moltissimo tempo nello Spazio, per guidare il suo padrone verso i mondi che deve divorare. L'araldo però di solito evita di studiare le forme di vita planetarie, come faremmo noi con un animale che avessimo deciso di mangiare: non vuole affezionarsi alle specie inferiori. Se il miracolo accadesse, e se l'araldo cercasse di fermare il padrone, adducendo motivazioni che definiremmo etiche, come reagirebbe il Divoratore di Mondi? Probabilmente non darebbe retta al suo araldo, che per lui è solo un'emissione d'energia e d'intenti. Il Divoratore materializzerebbe le sue macchine, e si appresterebbe a fare quel che fa dall'inizio di questo Universo: distruggere. Allora forse l'araldo proietterebbe contro il maestro tutto il suo grandioso potere. Eppure, per quanto questo potere sia grandioso, è poco più di nulla per un essere che esiste almeno dai tempi del Big Bang. Il supremo Distruttore non proverebbe alcuna emozione, nonostante il singolare tentativo di interruzione. L'araldo certamente sa di non poter impegnare il suo padrone in un combattimento, perché forse nessuna entità sarebbe in grado di farlo. Se proprio volesse riscattare le distruzioni planetarie da lui indirettamente causate, l'araldo dovrebbe cercare di dislocare il Distruttore estremo. Non potendolo distruggere, perché sarebbe impensabile, l'araldo dovrebbe sacrificare la sua stessa esistenza, per scatenare una dislocazione sufficientemente potente da deviare altrove quel fenomeno cosmico. Una grandiosa implosione segnalerebbe il successo dell'araldo, ed a noi terricoli parrebbe che il Distruttore fosse stato distrutto. La nostra ignoranza è la sola cosa di proporzioni cosmiche che ci concerne. Ora l'araldo galleggia nello Spazio, privo di coscienza, ma ancora dotato di un barlume di vita. Questo solo perché il suo padrone non è completamente privo di emozioni, e non voleva punirlo fino al punto di ucciderlo. Prima o poi l'araldo tornerà in vita, ma scoprirà che il suo padrone lo ha vincolato alla Terra, per la quale ha dato quasi tutto. Un Distruttore di Mondi è il predatore estremo, per il quale un pianeta vale l'altro: noi ci siamo salvati, per ora, ma un altro mondo cadrà al posto nostro.
mercoledì 19 maggio 2010
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