Il piccolo mammifero peloso drizza le orecchie e fiuta l'aria. I suo sensi sono necessariamente affinati, volendo sopravvivere in un ambiente dove quasi tutti ti considerano alla stregua di una merendina. Quella specie di topo-castoro-scoiattolo si infila velocemente in una delle gallerie che ha scavato assieme alla sua tribù. I tocattoli, anche detti scototori, vivono in tribù molto disciplinate, dove tutti hanno un lavoro da svolgere, e dove tutti scavano di continuo nuove gallerie. Realizzano curve trappola, per bloccare i serpenti, che sono convinti che i piccoli mammiferi siano il loro pranzo: questione di punti di vista. I tocattoli ammassano in profondità provviste alimentari ingenti, ma non in un solo deposito. Gli astuti roditori sono iperattivi, nel cambiare la disposizione delle loro gallerie, bloccando quelle vecchie ed aprendone delle nuove. Prendono terra e sassi da una parte e spostano tutto dall'altra. Le femmine dei scototori allevano i piccoli allattandoli. Questa è un'innovazione in un mondo abitato da animali che depositano le uova. I figli allattati entrano subito a far parte del clan. I piccoli dei rettili scappano dai genitori per evitare di essere divorati. Il piccolo mammifero peloso che stava fiutando l'aria si chiama Fluff. Sta correndo a precipizio per le gallerie, avvertendo i suoi parenti ed amici dell'arrivo di una lucertolaccia del tuono. L'autonominato boss di quel tratto di prateria e di foresta si chiama Dragg, ed è alto quattro metri. Contando la coda enorme, è ben più lungo di quattro metri. Ma quello che lo contraddistingue è una enorme testaccia, con un numero sterminato di denti potentissimi. Le zampe anteriori sono molto più esili di quelle posteriori, ma, giacché il bestione pesa delle tonnellate, è tutto relativo. Dragg ha un caratteraccio, come tutte le lucertole del tuono. Mangerebbe chiunque, ma i piccoli mammiferi sono relativamente al sicuro: dovrebbe scavare parecchio, ed estrarli uno a uno. Non sarà un genio tra i sauri, ma Dragg preferisce prede più corpose. Il problema per i tocattoli è semmai che il bestione danneggi, con il suo peso, le gallerie superficiali. Così Fluff ed i suoi scappano in profondità e lontano dalla zona a rischio. Dragg è venuto lì per attaccare briga con qualcosa di grosso. Lui non ha problemi: più grossi sono, più c'è da mangiare. Dragg non ha istinti materni, paterni o gregari da soddisfare: lui ha solo fame, continuamente. Lo sfortunato bersaglio di Dragg è un dinosauro erbivoro, placido ma non completamente scemo. Allos, questo è il nome dell'erbivoro, vede arrivare Dragg, che non è certo discreto nei suoi agguati. Dragg è un attaccabrighe nato, che si tuffa nelle zuffe come se ne andasse della sua vita. In effetti Dragg ha un metabolismo talmente veloce che non potrebbe mangiare meno di quel che mangia. Produce talmente tanto sterco che torme di coleotteri giganti lo seguono adoranti. Probabilmente per loro Dragg è un Dio! Allos carica la lunghissima coda ed anticipa il primo balzo di Dragg. Si ode un rumoraccio di scaglie osseee che impattano ad alta velocità contro una pelle scagliosa e spessa. Dragg è stordito, e perde sangue dal naso. Sfortunatamente per Allos, a Dragg piace essere ferito. Non sa come funziona, ma, quando qualcuno o qualcosa lo colpisce, nel suo circolo sanguigno si liberano fiumi di adrenalina. Allos, che non è scemo, scappa a zampe levate verso il lago. A Dragg non piace combattere in acqua; non sa perché, ma qualcosa gli dice che sia meglio stare con i piedoni per terra. Allos è già immerso per metà del suo immenso corpaccione, lungo tre volte quello di Dragg. Allos, che è erbivoro ma non è bovino (nessuno ha mai visto un bovino, ma l’aggettivo è d’uso comune), non crede che la sua mole lo possa salvare dalle zanne di una lucertola del tuono. Si mette comodo nell’acqua, ed aspetta che Dragg se ne vada. Allos non disdegna i pesci, quindi non morirà certo di fame. Il lago dove si trova Allos è collegato al mare. A pochi chilometri dalla costa, incrociano gli squali: animalacci pisciformi, che hanno lo stesso carattere di Dragg. Allos non ci andrà di sicuro. La lucertola del tuono capisce di dover cambiare aria; forse in futuro questo pianeta sarà abitato da chiacchieroni, che sparleranno dell'intelligenza dei dinosauri, o forse no, ma i dinosauri non ci fanno caso. Dragg potrebbe provare frustrazione, ma i suoi schemi mentali sono semplici e funzionali; per cui gira il testone a destra ed a sinistra, e riparte all'attacco di una nuova preda. Dietro di lui, torme di coleotteri inseguono il loro Dio. Dietro i coleotteri arriva qualche sauro volante, che pasteggia con alcuni di loro: poveri martiri della fede. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, il soffice Fluff e l'iracondo e terribile Dragg conducono le loro esistenze, cercando di mangiare e di non essere mangiati. Allos ha capito di dover stare sempre vicino all'acqua, e di dover colpire sempre per primo. Dragg se la cava meglio con altri più sfortunati sauri: erbivori più piccoli di Allos, meno svegli e meno portati a fare il bagnetto. Nulla cambia su quel pianeta. Nessuna meteorite giunge da oltre l'atmosfera. Fluff capisce che le teorie catastrofiche dello sciamano Dar-Winn non si avvereranno tanto presto. Forse mai. I piccoli mammiferi roditori non conquisteranno la terra, ma nel frattempo non è che stiano male. Ogni tanto lo sciamano Dar-Winn sogna di una evoluzione (così la chiama lui) del suo popolo. Immagina che i roditori perdano il pelo, ma crescano in dimensioni. Camminare eretti e parlare lo sanno già fare. Dopo avere fiutato gas di castagne, Dar-Winn stupisce tutti gli scototori con le sue immagini di un futuro lontano. Però la meteora non cade, e le lucertole del tuono continuano ad impazzare sul super-continente primordiale. Dragg ha sentito parlare di questa leggenda, ma deve occuparsi di cose serie: la sua fame. Anche i coleotteri hanno sentito parlare della leggenda, ma non hanno idea di cosa sia una meteora. Ogni tanto lo sciamano Dar-Winn esce dalla tana e scruta il cielo; poi torna dentro sconsolato. Alla fine si chiede se varrebbe poi la pena di diventare uomini; cosa saranno poi questi uomini? In fondo in questo mondo giurassico non si sta malaccio; mentre pensa ciò, Dar-Winn abbassa la testa, ed evita di perderla nelle fauci di un sauro volante. Costui, che ha sentito parlare della leggenda della meteora, si chiede come starebbe se al posto delle scaglie avesse penne e piume. Mentre torna ai suoi appartamenti, Dar-Winn riflette suoi stessi pensieri di prima: cosa vorrà mai dire “giurassico”?
mercoledì 19 maggio 2010
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