domenica 5 febbraio 2012
QUEL SALVATORE DELLA PATRIA
Mai successo che un premier raccogliesse un consenso pressoché trasversale, eccetto Lega e IdV. Peraltro neppure Di Pietro osteggia completamente Monti. Rimane solo Bossi, con tutto il suo folklore discutibile. Di Monti parlano bene quasi tutti i sindacati; la stessa CGIL, visti gli insuccessi della FIOM, è quasi costretta a dire quasi sì anche a proposte oscene. Monti sostiene di avere già quasi salvato l'Italia, ma sospetto che lavori sulla percezione che si ha dell'Italia, non sull'Italia reale. Se fosse vero che gli enti pubblici sono vincolati al pareggio di bilancio, credo che i dirigenti delle innumerevoli baracche: comuni, regioni, province, aziende sanitarie, ecc., sarebbero molto agitati. Invece gli amichetti dei presidenti di regione continuano imperterriti a spadroneggiare negli ospedali, come se il loro portafoglio fosse illimitato. Eccetto qualche blitz a Cortina, Portofino, Roma e Milano, i ricchi sono stati toccati da tutte le manovre di Monti molto meno di quanto lo siano stati i poveri. Del resto, il premier parla di rigore percepibile dai mercati esteri e dalle borse, non di farsi voler bene. Spero che, dopo avere pensato alla finanza, pensi anche alla produttività.
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